Andrea Sumas

Arzanese, 39 anni, farmacista rurale. Dopo aver conseguito il diploma di Liceo Classico a Lanusei, mi laureo in Chimica e Tecnologie Farmaceutiche a Cagliari. La voglia di esplorare nuovi orizzonti mi ha condotto a esperienze di studio, lavoro e volontariato in Sardegna, Spagna, Argentina e Regno Unito. Da sempre impegnato nella rappresentanza e l’associazionismo, fin dai tempi del liceo le persone con cui ho condiviso il percorso mi hanno sempre incoraggiato a rappresentarle nelle varie assemblee, dai consigli di classe a quelli di istituto, passando per l’associazionismo studentesco fino a diventare membro del consiglio provinciale di Federfarma, con l’obiettivo attuale di rappresentare i colleghi e le colleghe delle farmacie rurali, lavorando alla loro modernizzazione con al centro nuovi servizi alla popolazione. Nel 2022 ho partecipato alla fondazione di Sardegna chiama Sardegna, un movimento politico di giovani sardi e sarde.

Lavoro nella sanità, un settore in cima alla montagna di preoccupazioni che noi Ogliastrini affrontiamo quotidianamente. La “Mappa dei Bisogni” dell’ultimo piano regionale dei servizi sanitari mostra un quadro allarmante: un progressivo invecchiamento della popolazione, unito al declino della natalità (10,5 decessi ogni mille abitanti contro 5,5 nati: i decessi sono il doppio delle nascite), una elevata incidenza di patologie croniche, prevalentemente legate alle malattie oncologiche e del sistema circolatorio, troppe differenze tra i vari distretti sanitari; sul territorio regionale mancano 500 medici di base su un organico previsto per legge di 1200: il 41,5%.
A Lanusei, interi reparti (punto nascite, cardiologia, ginecologia e ostetricia solo per citarne alcuni) vengono chiusi e riaperti in un valzer continuo di disservizi, senza programmazione alcuna, lasciando i malati in preda all’ansia di dover essere trasferiti a più di cento chilometri di distanza anche per il più semplice dei disagi, trasformando qualsiasi problema in un’odissea. In questo scenario, i farmacisti assistono impotenti alla carenza cronica di farmaci, sommersi da un corpus di norme disfunzionali che agisce da collo di bottiglia per l’accesso ai servizi.

Ho scelto di accettare la candidatura con la Coalizione Sarda perché non posso più restare a guardare mentre l’incompetenza la fa da padrona. Con l’abbandono del campo largo, Renato Soru ha dato il via ad un fenomeno politico nuovo, che ha testa, cuore e gambe in Sardegna e che vuole porre fine all’alternanza del bipolarismo all’italiana, le cui logiche sono distanti anni luce dalle necessità del popolo sardo e producono malgoverno da decenni. Insieme agli amici di iRS e ProgReS abbiamo dato vita alla lista Vota Sardigna, con la quale sosteniamo la candidatura di Renato Soru a Presidente.

Crediamo che la Sardegna abbia bisogno di una prospettiva nuova, radicata nel territorio e indipendente dagli interessi rapaci di coloro che speculano impunemente nella nostra isola; una proposta politica fortemente critica dell’attuale sistema e che lavori all’emancipazione da una situazione di subalternità umiliante. Vogliamo dialogare con tutte le forze politiche da una posizione nuova, facendo nostro il motto del fiero Doddore Meloni: “in paris cun tottus, asutta de nemos”.

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