Paolo Porcella

Mi sono candidato alle prossime elezioni regionali con il gruppo “Sardegna chiama Sardegna” (vota Sardigna) perché amo la nostra terra e credo meriti ascolto e impegno personale.

La realizzazione di una comunità energetica (Villanovaforru), quasi unica in Sardegna, è per me un esempio di come sia possibile gestire un bene di interesse pubblico a vantaggio delle comunità locali e non per creare profitto solo ai grossi gruppi privati o multinazionali varie. Tale esempio potrebbe estendersi a settori altrettanto importanti come la sanità e la gestione del territorio.

Per tale motivo, gli interventi che reputo di primaria importanza sono legati alla digitalizzazione e lo sviluppo energetico.

La digitalizzazione incide su tutti gli altri obiettivi programmatici: sanità territoriale, trasporti in continuità territoriale ed interna, spopolamento, lavoro, turismo, etc. Per digitalizzazione intendiamo prima di tutto la diffusione della banda larga a livello regionale e la capillarizzazione della stessa tanto al privato come al pubblico.

La disponibilità di una banda larga funzionante significa rendere disponibili e condivisibili in tempo reale i dati relativi al lavoro, alla salute, al tempo libero, allo studio.

Ciò si riflette in particolare, ma anche a cascata, su:

– la SANITÀ TERRITORIALE che, attraverso installazioni campione da realizzare nei punti più disagiati, permette l’accesso alla telemedicina di monitoraggio sul singolo paziente, con profilo sanitario personalizzato, e alla telemedicina di supporto specialistico da offrire al medico del territorio già durante le fasi della visita in Loco. La Telemedicina renderà attuabile la progettazione di modelli organizzativi differenti da quelli attuali e permetterà di ampliare i territori assistiti.

– i TRASPORTI che, attraverso la continuità territoriale ed interna, agevolano il movimento delle informazioni e non delle persone, incentivando modelli di lavoro e di studio misti, tra il presenziale e il telematico. L’intervento alleggerisce sia il trasporto privato che quello pubblico, con riduzione di costi tecnici, inquinamento ambientale, utilizzo di tempo per i trasferimenti, etc.

– lo SPOPOLAMENTO dei piccoli centri potrebbe essere limitato dall’incremento ai servizi di prima necessità, primo fra tutti l’assistenza sanitaria, esaltando tutti i vantaggi legati alle piccole cose che nella città non sono presenti, come la comunicazione intergenerazionale, lo spirito di comunità, il mangiare sano, il mantenimento delle tradizioni identitarie, etc.

– il LAVORO che, grazie alla disponibilità dei dati in quantità e velocità, permetterebbe di lavorare tanto agli abitanti locali come ai nomadi informatici, italiani e stranieri, anche nelle piccole realtà, unendo il lavoro più moderno con un modello di vita sano e felice.

Infine, lo sviluppo energetico attraverso l’utilizzo delle Energie Rinnovabili è una realtà conosciuta e apprezzata ovunque, ma ancora non armonicamente sviluppata nel territorio sardo, che permetterebbe una grande crescita nel rispetto dell’ambiente.
Questo include anche l’accrescimento di piani di sviluppo territoriali ed energetici, basati sulla valorizzazione dell’ambiente, della flora e della fauna, della cultura, dell’archeologia, dell’agricoltura, del turismo e della qualità della vita delle persone in toto.

Paolo Porcella

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